Innovazione dei rivestimenti murali

Innovazione tecnica e comunicativa dei rivestimenti murali

Speech dell'Arch Giuseppe Leida per Action Group presso la sede produttiva di Janelli&Volpi

 

A quanti di noi spesso accade di dover ritardare la scelta definitiva di un rivestimento murale o di una finitura in generale per una propria indecisione o per assecondare il cliente che vuole scegliere, ma con la tutta la calma del mondo?

Ebbene questo capita a quasi tutti i professionisti e a tutte le scale di progetto. Probabilmente perché nell’interazione con il cliente questo aspetto è quello di più semplice interpretazione.

Chi può sapere cosa potesse succedere 1500 anni fa quando nascevano i rivestimenti murali?

Andiamo infatti in epoca medioevale, vale a dire tra il 500 e il 1500. E’ proprio in questa epoca che in Europa, sotto l’influsso delle tecniche di produzione e della cultura araba,  comparvero gli arazzi,  grandi tappeti con i quali ornare intere pareti. Alla fine di questo periodo le principali corti europee ne erano invase.

Da sempre l’uomo ha cercato di caratterizzare l’ambiente in cui vive. In qualsiasi situazione e condizione e da sempre gli aspetti principali che definiscono il rivestimento sono due: la tecnica e la comunicazione.

All’epoca degli arazzi la tecnica poteva distinguersi dal tipo di filato, dalle trame, dai colori, mentre la comunicazione riguardava temi di guerra, religiosi o bucolici.

Anche oggi per parlare di rivestimenti e finiture possiamo parlare di tecnica e comunicazione.

E oggi anche in architettura questi due aspetti hanno raggiunto un’incredibile evoluzione.

In questa immagine vediamo il Markthal di Rotterdam.

Al Markthal, i visitatori possono fare shopping, mangiare, sorseggiare un drink tutto sotto i 40 metri di altezza dell’arco.

Markthal si trova nel centro della città di Rotterdam, nello storico Laurenskwartier, attualmente oggetto di riqualificazione urbana. Il progetto è parte dell’intenzione del consiglio comunale di trasformare questo quartiere in una zona vivace e animata.

L’edificio, con una superficie totale di 95.000 mq, è stato progettato dallo studio MVRDV, con sede a Rotterdam. Lo spazio principale, coperto dall’arco, ha un’altezza di 40 metri; mentre le sue costole ospitano 228 appartamenti. Il piano terra ha una lunghezza di circa 120 metri e una larghezza di 70 metri, le dimensioni di un grande campo da calcio.

La facciata esterna è rivestita in pietra grigia naturale, la stessa utilizzato per il pavimento del mercato e lo spazio pubblico circostante, in modo che l’enfasi sia posta sull’interno colorato.

Il grande murale che ricopre l’interno a volta, Cornucopia (letteralmente "corno dell'abbondanza", (dal latino cornu, "corno" e copia, "abbondanza"), è un simbolo mitologico di cibo e abbondanza) è stato disegnato dagli artisti Arno Coenen e Iris Roskam, e occupa una superficie totale di 11.000 mq. Esso rappresenta, fuori scala, i prodotti che possono essere acquistati al mercato, mentre i fiori e gli insetti si riferiscono al lavoro dei maestri olandesi della natura morta del XVII secolo.

Per raggiungere la nitidezza desiderata, l’immagine è stata composta utilizzando il software Pixar ed è stata stampata su pannelli di alluminio forati, poi collegati a pannelli acustici per il controllo del rumore. La risoluzione di stampa dell’opera è paragonabile a quella di un magazine patinato.

Questo riferimento introduce l’argomento dell’innovazione tecnica dei rivestimenti murali che oggi, nei processi di project management sono parte di un sistema edilizio costruttivo evoluto: hanno performance certificate rispetto a tanti aspetti di resistenza, usura, trasmittanza; hanno un costo definito da un budget, logistiche di approvvigionamento definite; cicli di vita certi e possibilità di smaltimento predefinite.

A proposito delle gamme di produzione, quando si parla di rivestimenti e di finitura in genere l’argomento si complica: oggi lo stesso rivestimento può avere diversi spessori, diverse finiture superficiali, gamme cromatiche ampie, dimensioni differenti, varie modalità di posa e la possibilità di venire letteralmente customizzato conferendo al progettista infinite possibilità espressive. 

Un aspetto di maggiore interesse per il nostro studio SUPERNORMAL riguarda il ciclo di vita, la provenienza e le possibilità di reimpiego dei materiali all’interno della cosiddetta economia circolare. Oggi bisognerebbe studiare maggiormente il consumo di energia impiegato per realizzare un materiale di finitura. I produttori sono sempre più attenti a questi aspetti, noi professionisti ne sappiamo meno.

A proposito di tecnica, di sostenibilità, di comunicazione oggi ci troviamo in uno  degli stabilimenti dove si produce la maggior parte della carta da parati per il mercato italiano e abbiamo potuto cogliere le innovazioni tecnologiche ed espressive che questa tipologia di rivestimento continua a portare negli ambienti in cui viviamo. 

Quali sono le caratteristiche tecniche sulle quali soffermarsi e porre attenzione?

Possiamo parlare di carte resistenti all’umidità, ormai adatte per rivestire bagni e persino spa, grazie a trattamenti di impermeabilizzazione dopo la posa o perchè nascono resistenti all’acqua.

Le carte waterproof 

Consentono rivestimenti in zone umide come bagni o spa;
Alcune necessitano di un’applicazione impermeabilizzante da parte del posatore altre nascono resistenti all’acqua;
La flessibilità del materiale consente di maneggiarlo senza rischio di rottura e di rifilarlo in loco con un semplice cutter, per adattarlo a nicchie, fori o gruppi idraulici

Sistemi Outdoor

Possiamo persino trovare carte adatte ad essere applicate su superfici esterne, sistemi di rivestimento tecnico resistenti alla pioggia, all’ingiallimento e con proprietà anti smog. 

Le quali possono essere applicate su superfici in cemento, in termo cappotto e verniciate.

Carte acustiche

Carte con trama di tessuto di fibra di vetro accoppiato ad un velo alveolare per l’assorbimento acustico riducono il riverbero e assorbono l’effetto eco, migliorando la qualità acustica dell’ambiente

Carte antibatteriche

Si tratta di parati stampabili in analogico o in digitale per impiego in ambiente medicale.

I parati antibatterici come suggerisce il nome prevengono la formazione e l’annidamento di batteri dannosi per l’uomo o l’ambiente e la possibile diffusione di questi per contatto o nell’aria.

La composizione della carta da parati per uso medicale è ricercata e sofisticata, sono spesso vinili plastici molto pesanti, anche oltre i 300 g/m², e di spessore elevato, arricchiti in alcuni casi con fibra di vetro per offrire un elevata stabilità dimensionale, resistenza meccanica, alla pulizia e allo sfregamento

Logistica

Quando si sceglie la carta come finitura in un complesso edilizio come la costruzione di una torre pensate a come il suo utilizzo possa cambiare drammaticamente la logistica di approvvigionamento:

Hanno brevi tempi di produzione e distribuzione;
Consentono una logistica agile ed economica;
Hanno spessore ultra-sottile che permette di posare su materiali esistenti, evitando opere di demolizione, abbattendo tempi e costi; 
Hanno minori oneri di Streep out a fine vita
PESI SPECIFICI A CONFRONTO: CARTA DA PARATI: 300gr/mq - GRES 3mm: 7,5Kg/mq - GRES 9mm: 20Kg/mq

Sostenibilità

Se si pensa alla sostenibilità alcune carte da parati sono caratterizzate da una composizione di materiali e/o coloranti completamente naturali: materiali compostabili partendo da materie prime vegetali come lino e viscosa; colorazioni mediante inchiostri ecologici a base di acqua; possibilità di applicazione con colle atossiche.

Economia circolare

Altre carte sintetiche possono ugualmente contribuire alla sostenibilità: le carte da parati che non sono completamente naturali hanno fibre sintetiche che si ottengono dalla plastica. Questa componente può provenire da plastica riciclata.

La tecnologia migliore sarà quella che ci consentirà di togliere la carta per riutilizzarla in un processo chiuso e circolare.

PARLEY è uno dei primi casi di riutilizzo circolare della plastica.

Libertà espressiva

Dopo aver parlato di tecnica abbiamo capito che la seconda possibilità che ci danno i rivestimenti e soprattutto le carte da parati è la più assoluta libertà espressiva.

Vediamo una sequenza di immagini di esempio rispetto all’uso della carta in ambito retail.

Uno dei primi esempi di moderno utilizzo della carta riguarda l’allestimento del primo store Ralph Lauren a NY (1986): rappresentava la consacrazione della sua idea dell’America e del vero lusso. Arredò un intero palazzo come se fosse la sua casa e la aprì al pubblico. Alle pareti fece posare una carta da parati in perfetto stile americano. 

Un altro format retail americano di lunga data e che fa un ampio utilizzo di carta alle pareti per caratterizzare la propria immagine è l’Hard Rock Cafè!

Torniamo in Italia e scopriamo che anche stilisti italiani del calibro di Dolce e Gabbana e Giorgio Armani hanno spesso utilizzato importanti rivestimenti murali per caratterizzare i propri showroom o nel caso di Armani, i propri alberghi. Janelli&Volpi è concessionaria di alcune carte da parati di Giorgio Armani ispirate all’oriente, realizzate con materiali pregiatissimi e bellissime.

Per provare ad ampliare la propria gamma di servizi negli aeroporti, Alitalia con CasaAlitalia nell’aeroporto di Fiumicino caratterizza la propria area ospitalità con una carta che parla di cielo e di terra insieme in un notevole camouflage di blu e bianco.

E oggi che gran parte dell’innovazione si sposta dalla moda al food retail? Vediamo 4 esempi di utilizzo della carta da parati in questo settore: Il primo è Flower Burger a Milano, l’ambiente rappresenta una suggestione green, quasi hippy!; segue pacifico, un elegante ristorante di pesce in cui la carta alle pareti è ispirata al fondo del mare e fa da sfondo a stampe di balene e di vecchie mappe navali; Nishiki, un ristorante fusion che intreccia disegni legati al Giappone (Bonsai) con uno stile occidentale. 

Oggi la ristorazione fusion ha sposato letteralmente la carta da parati con temi orientali e di verde, in questo caso felci stilizzate.

A seguire abbiamo Temakinho: in questo caso il senso dell’ambiente nippo brasiliano è trasferito dall’immagine di alberi di ciliegio e tucani, da felci e babbuini.

Pensate che marchi come Temakinho costruiscono la propria identità attraverso l’uso di queste finiture, registrando la paternità di abbinamenti di queste insieme a palette cromatiche ben identificate e arredi in linea con il format.

Per chiudere, un colosso come Starbucks fa scuola anche nell’uso delle carte da parati: negli esempi che ho portato infatti, i locali, situati in differenti parti del mondo appartengono alla cultura Shultziana del frappuccino, ma sanno anche declinare la propria immagine in modo educato a seconda del paese che invadono!

In Supernormal si è scatenato un dibattito: qualcuno ha espresso la certezza che potranno cambiare colore a seconda delle stagioni e che saranno responsive. Io spero che diventino sempre più sostenibili ed utilizzate per recuperare la plastica e riproporla in un circuito virtuoso.